Modena, 16 novembre 2019

Bookare v. tr. [dall’inglese to book «prenotare»] – Nell’industria musicale, l’atto di fissare una data.

Ogni serata è sempre un unicum, a prescindere dalla musica, sia essa o meno improvvisata. Ruotano le mura, il pubblico e gli umori, e tutte queste cose sono date dal caso. Potremmo anche immaginarci i Nirvana nell’89, ma più di chi c’era davvero, noi non lo sapremo mai.
Bookati! è una rubrica che racconta uno, e uno solo, degli infiniti mondi possibili fra tutti quelli immaginabili, quello di uno che la musica la vive da dentro, a voi che forse fate lo stesso.

Moderna_2 // La Batteria

La Batteria è un complesso di uomini e macchine cooperanti a una medesima funzione; come nel cinema – il regista, la cinepresa, il macchinista, la soundtrack – tutto converge in un punto e svela ai sensi ciò che non può essere compreso.Tra iper-realtà e fiction, Dario Argento gira ‘Sin City’ negli studi di Cinecittà e lo fa musicare da quattro veterani del panorama nazionale- romano. Un basso, una batteria, una chitarra e due sintetizzatori ci raccontano la storia dei quartieri, delle intersezioni e degli intrallazzi di quell’illuminismo oscuro che regnava su Roma negli anni 70.

Quando la guerra era fredda ed il ferro era caldo, ci si nascondeva fra gli spettri della modernità; i ragazzini si scambiavano dischi per strada e le loro demo erano in cassetta. A materializzarsi era un retro-futuro incompatibile con i prospetti neoliberali del tempo; qualcuno covava intimamente un noir- funk di protesta, altri si riparavano all’ombra del muro.

Boom! Dopo ogni scoppio non resta che un buco.

L’integrazione delle sintesi sonore alla produzione musicale di massa era, negli anni 60, un avanguardia assoluta; dopo decenni di sperimentazioni era finalmente possibile udire il progresso. Ancora oggi, non esiste chi ruba la musica, ma solo chi amplifica il risultato di una ricerca infinita.

Il sound della Batteria è una modificazione estetica ed il ricordo di uno spazio e di un tempo che non si sono vissuti se non di rimando. Non per questo è un apriorismo negativo, ma un punto di vista analitico, un interpretazione identitaria dell’altro, un re- miscelamento, un nuovo modo dell’esperienza.

Da Roma a Rio de Janeiro, all’America, a Napoli, a Vienna, a Berlino, la costante è sempre quella. Se si arriva ad Amedeo Mozart è perché si passati da Alberto Sordi.

Anna Magnani interpreta la donna che si impone sul mondo con la sua finitezza e lo abbatte abbattendo se stessa; incoronata da chitarre blackSabbathiane, recita i temi immortali e si muove su motivi anthemici variegati: è la fiction della vita, ma diretta da Quentin Tarantino, esattamente come se fosse un videogioco sparatutto.

A tratti metallicaneggiante, neueana, per altri stereolabica, klausShulziana, la Batteria dirige uno spaghetto-western al dente e centinaia di altri generi originali, non teme i crossovers e mischia deliberatamente hip-hop, musica barocca, sinfonismo e cyber-punk.

Sul finale i ragazzi ci lasciano con tempi smezzati ed interludi di piano, ma noi li abbiamo seguiti in camerino ed intervistati per 30 minuti. Ci sono un sacco di cose che non sapete sulla Batteria, altre che non saprete mai, eppure in quel video ne abbiamo coperte un tot. Aspettatelo con ansia, ma non mischiate ansiolitici ed alcool!

Bookati! è di P. H. Theodorovicz