Bookare v. tr. [dall’inglese to book «prenotare»] – Nell’industria musicale, l’atto di fissare una data.

Ogni serata è sempre un unicum, a prescindere dalla musica, sia essa o meno improvvisata. Ruotano le mura, il pubblico e gli umori, e tutte queste cose sono date dal caso. Potremmo anche immaginarci i Nirvana nell’89, ma più di chi c’era davvero, noi non lo sapremo mai.
Bookati! è una rubrica che racconta uno, e uno solo, degli infiniti mondi possibili fra tutti quelli immaginabili, quello di uno che la musica la vive da dentro, a voi che forse fate lo stesso.

Modena, 19 ottobre 2019

N.1 I Puttana

Quel pomeriggio sfilavano in centro i manifestanti del corteo pro-Rojava, tra le fila dei contestatori si contavano anche i Puttana. Nel mentre il regime di Erdogan bombardava l’autonomia curda ed io mi chiedevo in quanti modi la NATO avesse firmato quel sangue; ma a quella mia prima domanda, ovviamente, nessuno rispose.

Che gruppo abbiamo bookato? Un ensemble ska-demenziale o una manica di punk da CSO?

Se ‘memes, folklore e bestemmie’ erano in sintesi con la loro pagina Facebook, che cosa potevo aspettarmi oltre che a qualche risata? Quella sera scoprivo che i Puttana non erano un trio di umoristi, bensì un basso elettrico e due chitarre in costume da bagno; con loro, sul palco dell’Off c’erano anche i Percuotilo, un duo di buskers, batteria e congas, che non avreste fermato nemmeno asfaltandolo. Tutto gridava ‘improvvisazione’ ed è così che, all’improvviso…Occhiali scuri e world-punk! La libertà di un CSO e l’attitudine di una ska-band, suonavano power-jazz e mischiavano psych e funk!

C’era chi gridava ad occhi chiusi e chi danzava a cuore aperto, intanto Jimi Hendrix ci slacciava il reggiseno. Fra referendum cesaristici ed interdimensioni tribali, si è evocato Ray Barretto in un improv di nome ‘Pollo’ ed ossequiato ‘Tampone’ in un culto divinatorio. Laddove un bassista raccolto fra il pubblico ci portava in territori africani, qualcuno ha imparato che, senza lo smart- phone, si può anche ballare! Come ci può divertire sul palco senza annoiare il pubblico? Con meno pose indie-pendenti e più sudore di musicisti; nella lotta al bigottismo i Puttana sono in prima linea e se non fossero legali, beh, dovrebbero esserlo.

N.2 PONZIO PILATES

In Riviera tirava un aria di samba quando trovarono i Ponzio Pilates immersi in tonnellate di materiale petrolchimico, quelle stesse che il Po riversava ogni giorno nel mare Adriatico. Sono bastati cinque ragazzi in vestiti da donna a deformare il tempo e lo spazio dell’Off.Con due batterie, di cui una di latta, sul palco c’erano anche una chitarra, un basso elettrico, una tastiera e due sintetizzatori, ma nessuno ci aveva avvertito di quanta stravaganza si potesse generare con quegli strumenti. Tropicalìe e movimenti introspettivi erano mossi dagli umori di una chitarra tune- yardiana; il suo altalenarsi dentro e fuori scatenava vampate di euforia atte a perdersi in momenti afro-floydiani.

Le strade della nostra anima erano confuse, l’electro samba, l’8-bit e poi il liscio; quel valzer cccpiano zumpappava tra l’orchestra di Zelig ed un caribbean-party e se non l’avessi sentito, non ci crederei. Influenze jappo-funk, una cover dei KZ9, la grindcore, e, sul finale, come se non fosse già abbastaza, ‘Vongole, un delirio. Ad ascoltare quei miscugli la gente stava davvero impazzendo, tanto che una ragazza mi si è avvicina per chiedermi se stessi bene. No guarda è che sto scrivendo, non è facile scrivere e ballare insieme, e poi sono un tipo asettico, un introspettivo del cazzo , sembra che non mi goda niente, ma in realtà sto apprezzando tutto.

Tutti i brani suonati quella sera non erano improvvisazioni, ma parte della loro complessa discografia psichedelica. Si è ballato come a un techno e pogato come a un concerto vero, ma non ci si è mai persi di vista in tecnicismi e banalità. Potremmo dire, addirittura, che quelle stranezze avessero un certo charm, che fossimo tutti strafatti?

Bookati! è di P. H. Theodorovicz

E dopo i concerti? E’ incominciata un’altra serata o la stessa? Mi sono sembrati mondi all’inizio lontani ma poi tutto è tornato tranquillo, sicuro direi. Le Nazionali Senza Filtro ci hanno guidati tra le strade di Modena, a volte in contromano, sempre velocissimi!

Foto di Marco Occhiato Photography

 


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